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RIPARTIAMO DA BAMBINI, BAMBINE, RAGAZZI, RAGAZZE

 

Nel corso dell’emergenza sanitaria i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze sono usciti dal dibattito politico e dall’attenzione generale di pensiero e prospettiva. Il rischio sanitario è ancora alto, ma ciò non può diventare una giustificazione per relegare le giovani generazioni ai margini delle ripartenze. La questione non è SE e QUANDO far ripartire le scuole di ogni ordine e grado e tutti i servizi per l’infanzia (sulle tempistiche ci affidiamo agli esperti), ma COME garantire ai bambini e ai ragazzi il diritto fondamentale di continuare a crescere come persone attraverso esperienze educative e di socializzazione in sicurezza.

Il complesso contesto attuale pone un quesito: vogliamo davvero limitarci a riportare i bambini e i ragazzi a una scuola “dietro ai banchi”?

 

Questa emergenza ha con forza sottolineato nuove e vecchie necessità: di locali sanificati, di attenzione alla salute e alla sicurezza nei luoghi educativi, di numero di alunni per aula compatibile con gli spazi e con un’azione educativa e didattica efficace, di ambienti ridisegnati per educare e per stringere un nuovo rapporto con il fuori, con i territori.

Riavviare il lavoro senza pensare prima e contemporaneamente ai più giovani è una scelta che non ha permesso di “tenere dentro tutte e tutti”, di far sentire che nessuno veniva lasciato indietro. E così l’accudimento dei bambini rimasti a casa ricadrà sulle famiglie che, tra bonus babysitter, congedi parentali e nonni, dovranno operare scelte con il rischio concreto che un genitore resti a casa. Uno dei prevedibili effetti domino? Che il lavoro di cura ricada prevalentemente sulle donne, sacrificando il lavoro e i diritti acquisiti in decenni. È una visione privata dell’educazione, confinata tra le mura di casa, che rischia di accentuare gli effetti delle differenze sociali ed economiche anziché temperarli. L’educazione e la sanità sono beni pubblici che vanno di pari passo e che necessitano un radicale cambio di direzione: ora servono investimenti sostanziosi per affrontare in maniera adeguata l’emergenza e il lungo periodo post-emergenziale che seguirà.

A questo si aggiunge la confusione della Regione Veneto: da un lato spinge per la sostanziale riapertura di nidi e scuole dell’infanzia non statali – senza essersi pronunciata sulla salvaguardia della salute del personale e dei bambini, e dall’altro ipotizza di non voler ripartire con tutte le scuole neppure ai primi di settembre per non danneggiare il turismo, mettendo ancora una volta in secondo piano le esigenze di infanzia e adolescenza rispetto all’economia generale.

È ora che le agende politiche mettano infanzia e adolescenza ai primi posti, con investimenti sostanziali su istruzione, sociale, edilizia scolastica ed educativa, sostenendo professionisti della scuola e del sociale, enti locali, agenzie educative e formative per riaccogliere le giovani generazioni come meritano.

Il Polo della salute di Padova

Il 24 Luglio 2018, la Regione Veneto, il Comune di Padova, l’Azienda Ospedaliera, la Provincia e l’Università degli Studi di Padova hanno siglato l’Accordo per la realizzazione del nuovo Polo della Salute di Padova ( successivamente menzionato primo Accordo) recependo i contenuti dell’Accordo del 21 12 2017 (successivamente menzionato pre – Accordo ) in cui veniva sancita la coesistenza del Nuovo Presidio Ospedaliero di Padova Est – San Lazzaro e dell’Ospedale Cittadino di via Giustiniani entrambi di pari dignità dimensionale”.
§ I posti letto previsti sono 900 per ciascuno dei due Poli: il Polo Giustinianeo come Ospedale della città e il Polo di Padova Est come centro dell’alta specializzazione, della ricerca e della didattica, di interesse regionale, nazionale e internazionale.

  • Nell’ Accordo definitivo firmato il 22 Aprile 2020 il computo dei posti letto ( pl)attribuiti a ciascun Polo, è quello indicato dalle Schede Ospedaliere Regionali 2019 – 2023 che
    prevedono : per Padova Est 933 ( pl ) per il Giustinianeo 719 (pl) di cui 343 per Pediatria.Si dice ( e di questo siamo contenti) che al Giustinianeo verranno ospitati anche i posti letto dello IOV. E’ una voce cha al momento non ha alcun riscontro scritto.
    Bisogna comunque precisare che lo IOV è un Istituto di Ricerca ed è un Ospedale ad alta specializzazione (solo oncologica) i cui compiti non sono ascrivibili a quelli di un ospedale cittadino e per questo i suoi posti – letto non possono essere conteggiati tra i 900 pattuiti.
    Neanche i posti -letto dell’ Ospedale di Comunità (50) che sembra saranno accolti nel Polo Giustinianeo, possono essere computati tra i 900 pattuiti.
    L’Ospedale di Comunità, infatti, è una struttura intermedia tra le cure domiciliari e le cure Ospedaliere, propedeutica al rientro a domicilio di pazienti fragili multiproblematici.
  • Nella programmazione dei due Poli, il Giustinianeo, viene impoverito nei reparti: dell’area medica ( 177 posti ) dell’ area chirurgica (322 posti)e della terapia intensiva ( 68 posti).
    Risulta perciò poco più di un Pronto Soccorso la cui organizzazione peraltro prevede una “pressochè” autonomia funzionale, visto che i pazienti più gravi, una volta stabilizzati
    dovrebbero essere trasferiti a Padova Est. Ipotesi inaccettabile per i gravissimi rischi per la sicurezza del paziente e per i gravi disagi organizzativi.
    E’ necessario ottenere, anche alla luce della attuale pandemia, che il Giustinianeo sia a tutti gli effetti un Ospedale completo al servizio della città, con i posti letto previsti
    dall’ Accordo del 24 Luglio 2108 e tutti i servizi necessari ai bisogni della Città Metropolitana (401.00 abitanti) i cui cittadini di fatto afferiscono ai presidi Ospedalieri di Padova; in primis un P.S. unitario in grado di accogliere e trattare tutte le emergenze.
    Su questo tema il Gruppo Salute oltre all’opera di sensibilizzazione interna portata avanti fino ad ora, ha
  • in data 13 Dicembre 2018, consegnato a mano un documento a Giordani in vista della scadenza del 31 12 2018, termine per la conclusione della fase di concertazione tra le varie parti (Comune, Regione, Azienda, Università). Nel documento venivano illustrate le criticità del progetto elaborato dall’Università sulla riorganizzazione dell’area Giustinianea, in primis
    l’organizzazione dell’area dell’Emergenza – Urgenza.
  • in data 5 Febbraio 2019, comunicato al prof Plebani, allora direttore della scuola di Medicina, la forte contrarietà all’ Organizzazione dell ‘area Emergenza
    • Urgenza su due Poli, come descritto nel documento “ Il Polo della Salute di Padova” . L’incontro è avvenuto a Palazzo Moroni alla presenza del Vice Sindaco
      Lorenzoni.
  • in data 13 Dicembre 2109, consegnato e protocollato le Osservazioni al L’Accordo di Programma sul Nuovo Polo della Salute- Policlinico di Padova, stipulato tra Comune, Regione Veneto, Azienda Ospedaliera di Padova, Università di Padova e Provincia, presentato dalla Conferenza dei Servizi del 28-
    29 Ottobre 2019, sottolineando la “non pari dignità dimensionale” dei due Poli.
  • in data 20 04 2020 inviato per mail una modifica all’Art. 10.1 dell’Accordo di Programma riguardante la programmazione sanitaria attuata attraverso le schede sanitarie. Nella modifica si richiedeva la revisione delle Schede di Programmazione Sanitaria e il loro adeguamento ai bisogni di salute emersi nell’emergenza Covid, conciliando le funzioni di ricerca didattica e cura dell’Università con quelle dell’assistenza del bacino di utenza della Padova metropolitana (401.000 persone) che ha nell’Ospedale Giustinianeo il suo presidio di riferimento.

Documento Approfondito Ospedale 06 05 2020

COMUNICATO GDL CITTA’ EDUCANTE

RIPARTIAMO DA BAMBINI, BAMBINE, RAGAZZI, RAGAZZE

 

Nel corso dell’emergenza sanitaria i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze sono usciti dal dibattito politico e dall’attenzione generale di pensiero e prospettiva. Il rischio sanitario è ancora alto, ma ciò non può diventare una giustificazione per relegare le giovani generazioni ai margini delle ripartenze. La questione non è SE e QUANDO far ripartire le scuole di ogni ordine e grado e tutti i servizi per l’infanzia (sulle tempistiche ci affidiamo agli esperti), ma COME garantire ai bambini e ai ragazzi il diritto fondamentale di continuare a crescere come persone attraverso esperienze educative e di socializzazione in sicurezza.
Il complesso contesto attuale pone un quesito: vogliamo davvero limitarci a riportare i bambini e i ragazzi a una scuola “dietro ai banchi”?
Questa emergenza ha con forza sottolineato nuove e vecchie necessità: di locali sanificati, di attenzione alla salute e alla sicurezza nei luoghi educativi, di numero di alunni per aula

compatibile con gli spazi e con un’azione educativa e didattica efficace, di ambienti ridisegnati per educare e per stringere un nuovo rapporto con il fuori, con i territori.
Riavviare il lavoro senza pensare prima e contemporaneamente ai più giovani è una scelta che non ha permesso di “tenere dentro tutte e tutti”, di far sentire che nessuno veniva lasciato indietro. E così l’accudimento dei bambini rimasti a casa ricadrà sulle famiglie che, tra bonus babysitter, congedi parentali e nonni, dovranno operare scelte con il rischio concreto che un genitore resti a casa. Uno dei prevedibili effetti domino?

Che il lavoro di cura ricada prevalentemente sulle donne, sacrificando il lavoro e i diritti acquisiti in decenni.

È una visione privata dell’educazione, confinata tra le mura di casa, che rischia di accentuare gli effetti delle  differenze sociali ed economiche anziché temperarli. L’educazione e la sanità sono beni pubblici che vanno di pari passo e che necessitano un radicale cambio di direzione: ora servono investimenti sostanziosi per affrontare in maniera adeguata l’emergenza e il lungo periodo post-emergenziale che seguirà.
A questo si aggiunge la confusione della Regione Veneto: da un lato spinge per la sostanziale riapertura di nidi e scuole dell’infanzia non statali – senza essersi pronunciata sulla salvaguardia della salute del personale e dei bambini, e dall’altro ipotizza di non voler ripartire con tutte le scuole neppure ai primi di settembre per non danneggiare il turismo, mettendo ancora una volta in secondo piano le esigenze di infanzia e adolescenza rispetto all’economia generale.
È ora che le agende politiche mettano infanzia e adolescenza ai primi posti, con investimenti sostanziali su istruzione, sociale, edilizia scolastica ed educativa, sostenendo professionisti
della scuola e del sociale, enti locali, agenzie educative e formative per riaccogliere le giovani generazioni come meritano.

16 + MOLTE proposte per Padova

AGGIORNAMENTO:

Lunedì’ 25 maggio, il Consiglio Consiglio ha approvato all’unanimità e senza emendamenti la mozione presentata dalla Commissione Cultura, nella persona della Presidente Daniela Ruffini e dei vicepresidenti Bettella e Cappellini e già integrata dall’assessore Colasio.
La mozione, fra molti spunti raccolti, raccoglie integralmente tutte le proposte che questo lungo percorso ha fatto direttamente al Comune, e vincola ora l’Amministrazione di Padova a darvi seguito. È un risultato importante, frutto del lavoro corale di tutti noi. Grazie, davvero. Ora gli impegni sono presi e, dopo la soddisfazione, inizia un altro lavoro, cui contribuire da vicino, affinché gli impegni di concretizzino nei tempi necessari, più brevi possibile.

Trovate la mozione qui.

 

LA STORIA COMPLETA:
Ai primi di aprile abbiamo consegnato, come gruppo Cultura di Coalizione Civica sedici proposte all’Assessore alla Cultura, Andrea Colasio, ed al Sindaco, Sergio Giordani. Successivamente, abbiamo aperto la discussione su quelle proposte, prima via mail e facebook, e poi con un’assemblea aperta, domenica 26 aprile.

All’incontro pubblico hanno partecipato più di cinquanta persone, e via streaming lo hanno seguito, in tutto o in parte, più di seicento. Per due ore di discussione hanno dato un contributo importante operatori e operatrici della cultura di tutti gli ambiti e di mondi diversi. A quel punto, le proposte erano diventate molte di più, e si erano già trasformate nel patrimonio ampio e trasversale di un gruppo di cittadini, operatori ed operatrici della cultura in vari campi e con vari ruoli, e fruitori felici di cultura viva in città
Abbiamo raccolto tutte le proposte arrivate, formulate, abbozzate, già quasi pronte; e di tutte abbiamo fatto tesoro. Ci siamo reincontrati, sempre in forma pubblica ed aperta, giovedì 30 aprile, divisi in tre tavoli di lavoro.  Il documento che si può trovare a questo link raccoglie il primo lavoro dei tre tavoli e della successiva plenaria.

Giovedì 7 maggio abbiamo avuto un articolato confronto pubblico con l’Amministrazione, a proposito delle prime azioni urgenti sulla cultura a Padova. C’erano l’Assessore alla Cultura, Andrea Colasio, a cui si sono uniti anche il Vicesindaco, Arturo Lorenzoni, l’Assessora al Verde ed Ambiente, Chiara Gallani, e la Presidente della Commissione Cultura, Daniela Ruffini.

 

Il documento, che sintetizzava le indicazioni dei due tavoli operativi (tavolo 1: arti dal vivo, tavolo 2: musei/biblioteche) e le traduceva in progetti e richieste da trasmettere all’Amministrazione (lavoro del tavolo 3), è stato quasi per intero assunto in una mozione, presentata giovedì 21 in sede di Commissione cultura dalla presidente Daniela Ruffini e dai due vicepresidenti (Roberto Bettella ed Elena Cappellini). Questa mozione sarà in discussione lunedì 25 maggio. Si tratta di un passaggio molto importante, perché gli impegni presi in quella sede diventeranno vincolanti per l’Amministrazione.

Gli impegni salienti, richiesti all’Amministrazione e cui dar seguito al più presto in vista dell’estate culturale cittadina, sono:

  1. specificatamente per le arti dal vivo
    • azzeramento o massima riduzione delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico;
    • alleggerimento degli oneri di sicurezza in carico agli organizzatori;
    • individuazione di spazi pubblici attrezzati, da concedere in uso secondo procedure trasparenti e favorendo le iniziative di rete;
    • redistribuzione di eventuali fondi già stanziati per “grandi eventi” su iniziative medio-piccole e diffuse sul territorio, più compatibili con le esigenze di contingentamento della presenza fisica del pubblico

2.  per tutti gli operatori culturali (arti dal vivo e didattica dei musei e delle biblioteche):

    • istituzione di un Fondo per la Cultura a sostegno degli operatori del settore (sia per lo spettacolo dal vivo sia per la didattica museale e bibliotecaria);
    • istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento con i principali attori della cultura cittadina, con finalità di condivisione, promozione ed economia di rete;
    • implementazione sistematica del sito web esistente con le iniziative culturali in corso (non solo “grandi” spettacoli e “grandi” mostre, ma in generale tutte le attività dal vivo promosse negli spazi pubblici cittadini e tutte le attività didattiche in essere presso tutti i luoghi della cultura della città, ivi comprese le biblioteche);
    • collaborazione con il CSV e le associazioni di volontariato affinché le iniziative culturali raggiungano il più possibile le persone più in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.

 

3.  Altri impegni richiesti riguardano una visione di medio periodo, nell’ottica che la crisi in corso si trasformi in un’opportunità per migliorare la gestione della diffusione culturale in città, in chiave non esclusivamente turistica:

    • rafforzamento dello sportello bandi per reperimento maggiori risorse;
    • creazione di uno sportello unico eventi, per facilitare l’orientamento dell’utente-organizzatore di eventi nei passaggi burocratici necessari;
    • creazione e promozione di itinerari, per una fruizione ora online e in futuro in presenza, che tocchino tutti i luoghi della cultura, anche poco conosciuti, e vengano valorizzati attraverso il lavoro degli operatori della didattica museale e bibliotecaria nonché con il coinvolgimento di performer, in modo da fondere diversi modi della produzione culturale.

Non manca infine la richiesta verso l’Amministrazione comunale di farsi portavoce verso le istituzioni sovraordinate, regionali e nazionali, perché contribuiscano a reperire nell’immediato e garantire in futuro le risorse finanziarie per le iniziative culturali e avviino una stagione di riforme a contrasto delle precarietà dei lavoratori del settore.

 

La mozione ha avuto larga approvazione; è tuttavia in corso in queste ore una discussione tra i soggetti istituzionali coinvolti e si attendono integrazioni e modifiche. Il nostro lavoro sta avanzando a ritmo serrato ed è tuttora in corso; l’impressione è che le istanze siano state recepite e che ci sia la volontà di rappresentarle con forza in sede di governo della città.

Nel corso di questo processo – due assemblee pubbliche, due incontri  per tavoli – hanno partecipato complessivamente quasi 150 persone presenti su zoom, lavoratori e lavoratrici della cultura, esercenti di sale cinematografiche e tecnici, universitari ed organizzatori di concerti, teatranti ed animatori di locali di spettacolo dal vivo, lavoratori dei servizi educativi dei musei e pittori, consiglieri comunali, membri e Presidenti di Consulte, universitari, pubblico appassionato.
Le due assemblee sono stato incontri autenticamente pubblici – le hanno seguite complessivamente tremila persone, delle quasi novemila raggiunte dalla dirette facebook – ed i cui atti restano pubblici: potete rivedere la diretta a questo link. 
Tutte queste persone dobbiamo ringraziare. è la partecipazione di tutte e tutti che ha dato forza a questo percorso, e sta portando i primi risultati.


C’è ancora molta strada da fare, e faticosa; soprattutto per quanto riguarda i lavoratori delle arti dal vivo, e delle arti di aggregazione, il panorama in città resta confuso. E le proposte su musei e biblioteche devono trovare gambe, come quella sulla valorizzazione del beni culturali in città con percorsi dal vivo. Senza dimenticare, almeno per un altro pò, le  offerte culturali a distanza, con una comunicazione in rete che raggiunga in modo efficace i cittadini.

E’ però per noi molto importante che un elaborazione frutto dell’incontro di decine di lavoratori e lavoratrici della cultura abbia trovato ascolto, in modo aperto, trasparente e pubblico con chi governa la città e con chi ne definisce l’indirizzo politico. Abbiamo registrato l’importante disponibilità all’annullamento delle imposte per l’uso del suolo pubblico del nostro periodo, come quella  di venire incontro alla nostra proposta per un uso reinventato dei parchi pubblici, in un quadro generale di disponibilità all’ascolto in questa situazione difficile. 

 

 

Raccolta fondi per la spesa solidale

spesaSolidale1

Il perdurare dell’emergenza continua a colpire la popolazione in diversi modi. Uno dei principali è la difficoltà di approvvigionamento di beni alimentari e di prima necessità.

Il Comune di Padova ha promosso la distribuzione di borse della spesa che vengono consegnate a domicilio dai volontari e dalle volontarie del Centro Servizi Volontariato di Padova.

Nello svolgere la distribuzione molti attivisti e attiviste hanno avuto modo di sentire l’importanza di questo intervento e la necessità di ampliarlo.

Per questo come Coalizione Civica per Padova sosteniamo una raccolta fondi destinata alle borse della spesa solidale del Comune di Padova. Per contribuire, puoi scegliere tra queste modalità:

  •               Bonifico tramite IBAN di Coalizione Civica per Padova IT 81Z0501812101000016743411
  •               Contributo tramite Paypal
  •               Contributo tramite carta di credito.

Per donare tramite Paypal e carta di credito, entra nella pagina www.coalizionecivicapadova.it/dona, clicca su Donazione, scegli Paypal o carta di credito.

La causale è “SPESA SOLIDALE”: per le donazioni via Paypal e carta di credito, trovi lo spazio per la causale appena sotto quello dell’importo che scegli di donare (si chiama “note” o “scrivi un messaggio” ed è identificato da una matita).

La donazione attraverso questi canali non è detraibile.

La raccolta fondi inizia giovedì 30 aprile e termina giovedì 30 luglio 2020.

A questa pagina del Comune di Padova trovi tutte le informazioni sulla Spesa solidale https://www.padovanet.it/notizia/20200427/emergenza-coronavirus-borse-spesa-comunali

Percorsi di indagine dei bisogni locali a confronto

mercoledì 29 aprile 2020, ore 20.45

Invitiamo a partecipare al secondo incontro del percorso di presentazioni sulle esperienze già avviate, concluse, in progetto, di analisi dei bisogni territoriali, che porta al confronto su modalità di indagine, sui processi attivabili nei territori attraverso questionari o interviste semi-strutturate, sulle possibilità di progettazione di azioni a partire dalla conoscenza dei luoghi.
Mercoledì 29 aprile alle ore 20.45 via Zoom è in programma la presentazione di un lavoro in corso da parte di un soggetto esterno a CCP (Casetta Berta) ma che si relaziona con un nostro GT Arcella. Il primo incontro, mercoledì 15 aprile scorso, con la Commissione Sociale della Consulta 6A ha presentato l’indagine svolta e conclusa nel quartiere di riferimento.

 

commercio equo e solidale nel suo sviluppo storico e nelle attuali circostanze

con Paolo Pastore
Gruppo Territoriale 2

Il Gruppo Territoriale Arcella organizza un incontro di autoformazione a cura di Paolo Pastore, attivista del nostro GT e responsabile di Fairtrade Italia, sul tema del commercio equo e solidale nel suo sviluppo storico e nelle attuali circostanze.
Sarà visibile su Zoom (probabilmente anche Facebook di coalizione) per il giorno 11 maggio dalle 18 alle 21, l’orario di inizio saranno le 18:30.

Emergenza Covid-19 e stato d’eccezione

Incontro con Umberto Curi
Sede Pensante Online

 

Appuntamento per Sabato 2 Maggio alle ore 18. Il nostro relatore sarà il prof. Umberto Curi che dialogherà con Attilio Motta e con il pubblico presente su “Emergenza Covid-19 e stato d’eccezione” (l’attuale limitazione delle libertà personali, una volta usciti dalla fase dell’emergenza, quali ricadute avrà sulla vita di tutti noi e sulla struttura stessa delle nostre democrazie?).

Come sempre l’appuntamento potrà essere seguito in diretta sulla pagina Facebook di Coalizione Civica per Padova; Per chi desiderasse essere presente dal vivo tramite la nostra piattaforma Zoom, me lo segnali a questa mail: fcaberlon[at]yahoo.it
(fino ad esaurimento dei posti disponibili…)

 

Scarica la Locandina

 

 

 

UmbertoCuri
UmbertoCuri

16 proposte per Padova // l’incontro

[EDIT: link ed informazioni sull’assemblea sotto al form ]
form di iscrizione in preparazione all’incontro di domenica 26 aprile, ore 17
a partire dalle 16 proposte di Coalizione Civica per la cultura a Padova.

Sabato scorso abbiamo condiviso sedici proposte alla città, per affrontare lo stato di profonda emergenza in cui si trova la cultura in questo periodo difficile.
Abbiamo avuto molti commenti, controproposte, disponibilità e richieste di dialogo. E’ un dialogo di cui Padova ha bisogno.
Per questo vi proponiamo un primo incontro di discussione, aperto a chiunque sia interessato, per domenica 26 aprile dalle 17 alle 19.
Padova è una città d’arte. Ed è una città resistente e solidale. Da questo momento di crisi, possiamo uscire assieme. Possiamo: quindi dobbiamo.
Di seguito trovate il (brevissimo) form di iscrizione, che vi chiediamo di compilare per aiutarci a strutturare l’incontro.

L’assemblea si svolge su zoom, a questo link
Verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook di Coalizione Civica (e si può interagire anche commentando da lì):
Chiediamo a chi volesse partecipare la cortesia di registrarsi riempiendo il breve form qua sotto.
Lo scopo dell’assemblea del 26 è individuare un numero limitato di proposte concrete, senza pretesa di risolvere i problemi che il mondo della cultura sta affrontando e dovrà affrontare, ma con l’obiettivo di fare almeno qualcosa e farlo presto.Per questo dobbiamo essere operativi e l’assemblea avrà limiti precisi:
1) lavorare sui tre ambiti individuati: spettacolo dal vivo, musei, biblioteche;
2) partire dalle 16 proposte; per integrarle, cassarle, selezionarle, sostituirle, migliorarle…
3) far emergere eventuali altre proposte concrete, possibilmente restando negli stessi ambiti.

L’assemblea, che durerà 2 ore, sarà così articolata:
– breve presentazione a cura degli organizzatori;
– interventi di 3 minuti a testa;
– breve sintesi finale.

Prevediamo altri due appuntamenti
– giovedì 30 aprile, ore 21: elaborazione delle proposte emerse su tre tavoli di lavoro (spettacolo dal vivo, musei, biblioteche);
– data da definire dopo il 4 maggio: presentazione delle proposte all’Amministrazione.

Chiediamo quindi di individuare proposte:
1) concretamente realizzabili in tempi brevi;
2) declinate per essere realizzate a livello locale, cioè per Padova.

in molti hanno già chiesto di intervenire; chi altro volesse farlo, può chiedere parola tramite la chat di zoom

 

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Volontari Digitali

In tempo di Coroavirus insieme a tanta problematiche nascono anche nuove risorse.

E’ questo il caso di Padova Supporto Digitale, un’idea del nostro gruppo Agenda digitale che presto è diventato realtà con il supporto del settore IT del Comune di Padova.
Si tratta di un gruppo Facebook dedicato a semplici spiegazioni o approfondimenti sugli strumenti di lavoro digitali che oggi sono sempre più necessari per la comunicazione.

Ogni giorno alle 18.00 va in onda un webinar (video lezione frontale con interazione sulla chat della pagina Facebook) su un tema specifico che riguarda gli strumenti di comunicazione in generale, per il lavoro, per la scuola, la sicurezza informatica, privacy, pillole di informatica ecc

Per di più è possibile sulla pagina ricevere direttamente assistenza per problemi specifici.

Il tutto gestito da 28 volontari digitali che seguono 1250 iscritti alla pagina.

E’ possibile entrare in contatto con il gruppo attraverso la pagina Facebook o alla mail: volontaridigitalipadova[at]gmail.com

 

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