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Quale futuro per la Caserma Prandina?

Nelle scorse settimane è stato annunciato un accordo: la Caserma Prandina diventa del Comune, in cambio di Via Anelli, dove sorgerà la questura. Un accordo storico tra Ministero dell’Interno, Agenzia del Demanio e Comune, che interessa due tra i più grandi vuoti urbani della città. 

Mentre è chiaro il destino di Via Anelli (sorgerà la Questura), rimane incerto il futuro per
 la ex caserma Prandina: una grande occasione di rigenerazione del centro storico e un luogo strategico per assumere la funzione di cucitura tra centro e periferia.Sono molte le attività che possiamo immaginare in un’area così grande: attrezzature per gli sport minori, luoghi per il commercio (mercato coperto), luoghi di aggregazione, orti urbani.
Attività interne al nuovo progetto che potrebbero essere capaci di dare vita autonoma al parco, mantenendolo attivo grazie a diversi tipi di utenti e grazie ad alcuni elementi quali: una componente residenziale, per garantire un presidio dell’area continuativo, attività commerciali, ristorazione e servizi di appoggio a Università e uffici, per attrarre visitatori e lavoratori locali alla fruizione del parco e infine anche servizi eccezionali per spettacoli ed eventi.
Le molteplici specificità di uno spazio del genere necessitano di un percorso elaborazione di proposte con diversi attori sociali, in modo da valorizzare al meglio le vocazioni dell’area, partendo dal presupposto che l’area è ad oggi destinata a Verde pubblico Attrezzato, per cui la sua naturale vocazione principale non può prescindere da quella di parco urbano del centro storico.
Riteniamo sia opportuno mettersi subito all’opera con i tempi giusti per organizzare l’annunciato concorso di idee e costruire un progetto di riqualificazione urbana che preveda il coinvolgimento di tutte le parti interessate in una discussione che possa portare alla migliore scelta sulla destinazione di un’area così grande e così strategica per la città.

Questa della Prandina potrebbe essere la più grande occasione di rigenerazione urbana dei prossimi anni e solo un coerente percorso partecipativo tra i diversi attori sociali potrà garantire un risultato adeguato alle aspettative della città.

Qui trovate il video della conferenza stampa in cui abbiamo raccontato le nostre idee per la Caserma Prandina e qui la risposta del sindaco Giordani.

Intervista al filosofo Umberto Curi

Il fiorire di numerose associazioni che si richiamano al civismo, anche con esiti elettorali di rilievo, come nel caso di Coalizione civica per Padova, pone alla nostra attenzione questioni fondamentali quali il rapporto tra la politica e i cittadini, tra i partiti e gli elettori e in definitiva la definizione stessa di “democrazia”. Ne parliamo con il filosofo Umberto Curi che è stato il primo a segnalare l’importanza e i limiti delle esperienze civiche nel nostro paese. Quindi, professore, dobbiamo iniziare il nostro ragionamento dal concetto di democrazia?

Alla radice della nozione stessa di democrazia sussiste una contraddizione, in larga misura insanabile. Da un lato, infatti, già dal punto di vista etimologico, democrazia vuol dire “governo del popolo” ovvero coincidenza fra governanti e governati. Dall’altro lato, sia sotto il profilo storico che dal punto di vista concettuale, intesa come si è detto, la democrazia semplicemente non è possibile. A parte la pessima reputazione della quale ha sempre goduto preso grandi pensatori del passato (Da Platone a Hobbes e Schmitt), per i quali essa è la forma peggiore di governo, lo stesso Jean Jacques Rousseau, paladino del concetto moderno di democrazia, doveva riconoscere che in senso proprio essa non è possibile o almeno non lo è in senso tecnico specifico e cioè come autogoverno del popolo. Se ci si pensa, infatti, le uniche forme storiche di democrazia effettivamente realizzate sono altrettanti esempi nei quali il popolo non governa direttamente, ma solo attraverso meccanismi indiretti di delega e rappresentanza. Leggi il resto “Intervista al filosofo Umberto Curi”

Presentazione di Libera: Associazioni e persone contro la mafia

Libera: Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie è una rete composta da oltre 1.600 associazioni (tra nazionali e locali) e 20.000 soci individuali dislocati in tutto il territorio nazionale. 80 sono, altresì, le organizzazioni internazionali aderenti al network di Libera, provenienti da 35 Paesi d’Europa, Africa ed America Latina.

In Veneto Libera è presente a livello sia provinciale che regionale.

Per quanto riguarda la provincia di Padova, ad oggi siamo articolati in singole realtà territoriali – denominate “presidi” – che operano principalmente nelle città di Padova, Este, Piove di Sacco e Camposampiero. Leggi il resto “Presentazione di Libera: Associazioni e persone contro la mafia”

Il calcio d’inizio

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

Nelson Mandela

 

Presentazione del progetto

“Il calcio d’inizio” è un film-documentario, attualmente in fase di lavorazione, diretto dal regista padovano Michele Angrisani.

Il film, attraverso la narrazione della vicenda umana e sportiva di un gruppo di giovanissimi calciatori, racconta la realtà sociale e culturale nella quale è nata nel 2012 una associazione sportiva dilettantistica, il Quadrato Meticcio, all’interno di un quartiere popolare in cui una parte degli abitanti si erano mobilitati per salvaguardare, come un prezioso bene comune, un piccolo impianto sportivo pubblico altrimenti destinato a diventare un parcheggio scambiatore.

L’ ASD Quadrato Meticcio ha formato nel tempo tre squadre maschili (under 16, 10 e 8) che partecipano al campionato CSI (Centro Sportivo Italiano) e sta attualmente attivando una squadra femminile di calcetto (calcio a 5). Leggi il resto “Il calcio d’inizio”

L’inganno del referendum

Di UMBERTO CURI

Se la politica non ci avesse da tempo abituati a ogni sorta di comportamento anomalo, e spesso abusivo, vi sarebbe di che restare allibiti. Ma come? Abbiamo appena votato (chi lo ha fatto) per rispondere a un quesito ben specifico (“Vuoi che alla Regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”), e ci ritroviamo, a meno di 24 ore di distanza, di fronte alla richiesta di trasformare il Veneto in una regione a statuto speciale? Non si tratta affatto di differenze di poco conto. A cominciare da quella più macroscopica: il quesito referendario presupponeva iniziative che si svolgevano a Costituzione invariata. L’attribuzione di uno statuto speciale comporta il cambiamento della Costituzione. Alla base del referendum vi era il concetto di autonomia. A fondamento della posizione assunta da Luca Zaia vi è il primo gradino di un percorso che conduce all’indipendenza. Leggi il resto “L’inganno del referendum”

A proposito del referendum sull’autonomia regionale

Di UMBERTO CURI

A proposito del referendum sull’autonomia regionale, proviamo a mettere in fila ciò che è assodato, e cioè che non dipende da opinioni soggettive. Anzitutto, trattandosi di un referendum consultivo (dunque, né istitutivo, né abrogativo), quale che ne sia l’esito esso non avrà alcun effetto giuridico. In occasione del referendum sulle riforme costituzionali volute da Renzi, l’esito della consultazione avrebbe avuto comunque immediate conseguenze giuridiche, confermando o cancellando le norme vigenti. Non è invece questo il caso della consultazione indetta per il prossimo 22 ottobre, dalla quale non potrà comunque scaturire alcuna conseguenza concreta. Leggi il resto “A proposito del referendum sull’autonomia regionale”

L’Opinione di Umberto Curi sul Risultato Elettorale

E’ possibile parlare di ciò che è accaduto a Padova domenica scorsa come di un “caso”, degno di particolare attenzione, anche e soprattutto in vista di una proiezione nazionale? O dobbiamo invece accontentarci di registrare la prevedibilissima e “fisiologica” sconfitta del PD, sonoramente battuto da un centrodestra rivitalizzato principalmente da Salvini? Quale è il dato politico più significativo della recente tornata elettorale: l’ennesima dimostrazione dell’avvitamento su se stesso del renzismo, o l’emergenza incontestabile di un fenomeno per molti aspetti inedito? Vediamo.

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Arturo Lorenzoni Risponde a Massimo Bitonci

In relazione alle farneticanti comunicazioni di Massimo Bitonci nella sua conferenza stampa del giorno 22 giugno in merito alle da lui pretese ed asserite ‘verità nascoste’ nel programma di Lorenzoni, è doveroso e opportuno riportare i termini dal profilo della propaganda priva di alcuna veridicità a quello della realtà.

 “Massimo Bitonci mente sapendo di mentire – afferma Arturo Lorenzoni, che con le due liste a suo sostegno ha raccolto quasi il 23% dei voti a Padova alle elezioni dell’11 giugno e si è poi apparentato con il candidato del centrosinistra Sergio Giordani  – per spaventare il mio elettorato e per gettare fango su persone rispettabilissime e stimate come quelle che hanno ottenuto il consenso elettorale nelle liste che mi hanno sostenuto.

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Lettera di Arturo Lorenzoni ai Padovani

Care cittadine e cittadini padovani,
domenica 11 giugno abbiamo vissuto un momento importante: abbiamo visto che la certezza che la destra esibiva di vincere al primo turno è lontana dal cuore della maggioranza della città. E abbiamo visto che un nuovo modo di vivere la rappresentanza politica è non solo possibile, ma anche gradito alla grande parte delle persone che hanno potuto conoscerlo.
Grazie a tutti coloro che hanno dato fiducia alle liste che mi hanno supportato, mostrando gradimento per un percorso partecipato e sostenuto da persone in gran parte nuove alla politica, ma certamente apprezzate in città per quello che sono e che hanno fatto in vari ambiti.

Leggi il resto “Lettera di Arturo Lorenzoni ai Padovani”