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Progetto #SPAZIAPERTI

 

Una nuova iniziativa a cui sta lavorando la Giunta, su spinta dalla nostra Assessora al Verde Chiara Gallani, a partire dal documento “La Padova di Domani” ed anche in seguito alla Mozione consiliare “Padova rinasce dalla Cultura” sta per prendere forma e speriamo al più presto il via.

Il progetto #SPAZIAPERTI si propone di:

  1. Favorire la socialità nella ripresa post Covid, in sicurezza;
  2. Permettere ad associazioni (culturali, sportive, sociali, etc), cittadini ed esercizi commerciali di ripartire mettendo a disposizione le loro competenze;
  3. Coinvolgere tutti gli attori possibili, in modo che la città torni a mostrare il suo volto
  4. Individuare soluzioni possibili per attività di aggregazione estive per i ragazzi

Attraverso un tavolo tecnico intersettoriale si propone di:

  • Mappare gli spazi utilizzabili (verde, quartieri, spazi chiusi etc) e le attività praticabili, in modo da creare una sorta di griglia di disponibilità sia per le attività sia per la somministrazione di bevande e alimenti.
  • Operare una chiamata per mappare spazi privati eventualmente disponibili (parrocchie, istituti religiosi, case e giardini privati etc)
  • Chiamare all’azione cittadini, associazioni e esercizi pubblici senza plateatico che vogliano usare questi spazi per programmare le attività nel periodo estivo
  • Mappare i servizi e i beni che il Comune può mettere a disposizione gratuitamente

Linee guida – proposta:

  • Gratuità degli spazi; priorità, per le attività di somministrazione, a chi non ha plateatico
  • Semplificazione procedure burocratiche per realizzare le attività;
  • Introduzione criterio di priorità ai soggetti che presentano la proposta mettendosi in aggregazione
  • Possibilità di presentare proposte di attività sia gratuite che a pagamento

Sulle tracce di Ippolito Nievo

Gli incontri online

della Sede Pensante di Coalizione Civica per Padova

 

Venerdì 12 Giugno h. 18

Sulle tracce di Ippolito Nievo:

da Padova al Veneto Orientale

“In verità io non sono a rigor di termine né di Mantova, né di Padova, né del Friuli”, scriveva Ippolito Nievo sulla rivista “Il caffè”, marcando in realtà proprio in questo modo le sue effettive radici biografiche. Lo scrittore, giornalista e patriota in effetti non appartiene ai suoi luoghi, semmai sono i luoghi ad appartenergli. Ma se definire la sua appartenenza territoriale è un esercizio complicato, sia per i continui spostamenti di cui è costellata la sua vita, sia per la sua adesione elettiva piuttosto a un’identità italiana sovra-regionale, i suoi stretti legami con la città natale, appunto Padova, e il territorio al confine tra Veneto e Friuli, dove gravitava la famiglia materna, sono fatti incontrovertibili.

Nell’incontro Attilio Motta (professore associato di Letteratura Italiana dell’Università di Padova, autore di “Ippolito Nievo: scritti politici e d’attualità”) e Sergio Frigo (Giornalista, scrittore, promotore culturale, autore di “I luoghi degli scrittori veneti”) proporranno una escursione virtuale a due voci proprio tra questi due poli letterari, biografici e geografici, andando a riscoprire i luoghi in cui l’autore delle “Confessioni d’un italiano” visse, si formò e si ispirò per scrivere le sue opere, lasciandone descrizioni acute, profonde, ironiche o decisamente critiche, ma sempre segnate da profonda partecipazione affettiva.

 

Link Zoom per la partecipazione all’incontro:

 

https://us02web.zoom.us/j/86385811625

 

Arte, politica, cultura:continua il nostro impegno per una cittadinanza attiva e solidale

 

Il meeting sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook di Coalizione Civica per Padova

Comunicazione gruppo verifica statuto

Poiché dal 18 maggio si sono allentate le disposizioni che ci hanno visto confinati nelle nostre abitazioni, riteniamo di poter riprendere l’itinerario che a suo tempo avevamo proposto per arrivare alla revisione dello Statuto di CCP.

Evidentemente sono saltate tutte le date a suo tempo comunicate; d’altra parte tutta l’attività del paese, sia in campo economico che culturale e così via, si è fermata. Perciò riteniamo ovvio non aver potuto rispettare le scadenze fissate. Teniamo anche conto che le proposte vagliate dal Gruppo Verifica Statuto devono essere sottoposte all’approvazione dell’assemblea, che è difficile possa essere convocata a breve, stanti le prescrizioni dei vari DPCM sul distanziamento fisico e le norme di sicurezza

Ci sembra che l’impossibilità di operare sia dimostrata anche dal fatto che non sono arrivate proposte. I GdL e GdT e il CP e la Presidenza hanno continuato a organizzare incontri on line, così come la Sede pensante, ma il resto dell’attività di CCP si è fermato.

Rilanciamo perciò l’invito a proporre eventuali modifiche, qualora lo si ritenga necessario, modifiche accompagnate da motivazioni (secondo lo schema già pubblicato).

Non appena sarà stato completato il quadro normativo, e appena si sarà chiarito anche da quando e con quali modalità sarà possibile accedere alla sede, sarà comunicata la data di scadenza, dopodiché partiranno i 45 giorni per l’esame delle proposte da parte del nostro Gruppo.
I risultati dei lavori del Gruppo verranno trasmessi all’Ufficio di Presidenza, che darà corso agli ulteriori adempimenti. Purtroppo, come detto più sopra, non possiamo sapere quando si potrà convocare un’assemblea, sempre che non si debba ritornare indietro per aumento di contagi.
Si ricorda che le proposte di modifica devono riguardare solamente lo Statuto. Eventuali riflessi o ricadute sul Regolamento esulano dai compiti fissati per il lavoro del Gruppo Verifica Statuto.
Le proposte dovranno essere inviate alla seguente mail: verificastatuto@gmail.com”

Facciamo come Forlì?

 

 

Gli incontri della Sede Pensante

Arte, politica, cultura e cittadinanza attiva

Dibattito su Zoom (https://us02web.zoom.us/j/87690025191) e diretta facebook

Mercoledì 10 giugno, ore 18.30

Facciamo come Forlì?

Per un servizio PUBBLICO di raccolta rifiuti

Nel maggio 2017, dopo anni di lotta da parte di cittadini ed Amministrazione Comunale, è stata istituita a Forlì e 12 comuni limitrofi una nuova società PUBBLICA per la raccolta dei rifiuti (ALEA), rescindendo il contratto con HERA. Nel settembre 2018 è iniziata la nuova raccolta rifiuti porta a porta, ispirata al modello trevigiano, che ha portato nell’arco di 7 mesi a modificare il servizio in 13 comuni per circa 180.000 abitanti, applicando la tariffa puntuale, ovvero basata sulla quantità di rifiuti indifferenziati conferiti. Rispetto al 2017, ultimo anno di gestione HERA, i rifiuti prodotti sono stati ridotti del 32%, passando da 633 a 430 kg pro capite mentre i rifiuti indifferenziati sono passati da 352 a 84 kg a testa; la raccolta differenziata è aumentata dal 45% all’82% e nel 2019 il costo del servizio si è ridotto del 9%. Di conseguenza, anche i rifiuti inviati all’inceneritore HERA di Forlì sono passati da 64.000 ton del 2017 a circa 19.500 ton del 2019.

Com’è possibile che in così poco tempo abbiano ottenuto risultati tanto importanti? E a Padova possiamo pensare di replicare la stessa esperienza?

Introduzione di:

Natale Belosi – Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna

Laureato in Scienze Agrarie, esperto di gestione integrata dei rifiuti. Già coordinatore del comitato tecnico-scientifico dell’Ecoistituto di Faenza, è attualmente il referente della Rete Rifiuti Zero dell’Emilia Romagna.

Il dibattito vedrà poi la presenza di:

Chiara Gallani – Assessora all’ambiente del Comune di Padova

Nicola Bettiato – Consiglio di Amministrazione di APS Holding

Devis Casetta – Esperto rifiuti -Comitato Scientifico Legambiente

 

GRUPPO AMBIENTE di Coalizione Civica per Padova

Uscire dal virus dell’austerità per una società ecologicamente e socialmente orientata

incontro con  Marco Bersani

della Sede Pensante di Coalizione Civica per Padova

Martedì 26/5/2020 h. 18

L’emergenza sanitaria, economica e sociale dentro cui l’intero pianeta è precipitato con l’arrivo di Covid -19 costringe a un profondo ripensamento della società.

Da un modello economico e produttivo che, avendo messo al primo posto i profitti, ha prodotto diseguaglianza sociale e devastazione della natura, occorre passare ad un modello che metta come priorità la riappropriazione sociale della ricchezza prodotta, dei beni comuni e delle relazioni.

La pandemia non è un fenomeno esogeno, bensì completamente interno al modello estrattivista, che ha pregiudicato ecosistemi e habitat, evidenziando come le politiche di austerità e la trappola del debito abbiano pregiudicato ogni protezione della vita e della salute individuale e collettiva.

La pandemia ha dimostrato come senza riproduzione sociale non vi possa essere alcuna produzione economica.

Se tutti siamo d’accordo che “niente sarà più come prima” occorre capire quale strada andrà intrapresa perché ciò si realizzi.

Si tratta di mettere in campo la società della cura -di sé, degli altri e dell’ambiente- per contrastare la società del profitto a beneficio dei pochi.

E’ anche l’unica strada per realizzare una vera democrazia.

 

Marco Bersani, Fondatore di Attac Italia, è stato fra i promotori del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Campagna «Stop TTIP Italia», è inoltre socio fondatore di Cadtm Italia. (Committee for the Abolition of Illegitimate Debt – Comitato nazionale per l’Abolizione dei Debiti Illegittimi)

 

Coordina l’incontro Giuliana Beltrame

 

Link per la partecipazione al meeting Zoom:

 

https://us02web.zoom.us/j/89780382423

 

Arte, politica, cultura continua il nostro impegno per una cittadinanza attiva e solidale

 

Il meeting sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook di Coalizione Civica per Padova

16 + molte proposte per la Cultura a Padova, il percorso prosegue.

Il link degli incontri è sempre: https://bit.ly/16proposte

 

Giovedì scorso abbiamo avuto un articolato confronto pubblico con l’Amministrazione, a proposito delle prime azioni urgenti sulla cultura a Padova, come raccolte nelle proposte che abbiamo messo da tempo in pubblica discussione. 

C’erano l’Assessore alla Cultura, Andrea Colasio, a cui si sono uniti anche il Vicesindaco, Arturo Lorenzoni, l’Assessora al Verde ed Ambiente, Chiara Gallani, e la Presidente della Commissione Cultura, Daniela Ruffini.
Soprattutto, c’erano più di 80 persone presenti su zoom, lavoratori e lavoratrici della cultura, esercenti di sale cinematografiche e tecnici, universitari ed organizzatori di concerti, teatranti ed animatori di locali di spettacolo dal vivo, lavoratori dei servizi educativi dei musei e pittori.
Ed stato un incontro autenticamente pubblico – l’hanno seguito complessivamente duemila persone, delle quasi cinquemila raggiunte dalla diretta facebook – ed i cui atti restano pubblici: potete rivedere la diretta a questo link. 

 


C’è ancora molta strada da fare, e faticosa; soprattutto per quanto riguarda i lavoratori delle arti dal vivo, e delle arti di aggregazione, il panorama in città resta confuso. E le proposte su musei e biblioteche devono trovare gambe, come quella sulla valorizzazione del beni culturali in città con percorsi dal vivo. Senza dimenticare, almeno per un altro pò, le  offerte culturali a distanza, con una comunicazione in rete che raggiunga in modo efficace i cittadini.

E’ però per noi molto importante che un elaborazione frutto dell’incontro di decine di lavoratori e lavoratrici della cultura abbia trovato ascolto, in modo aperto, trasparente e pubblico con chi governa la città e con chi ne definisce l’indirizzo politico. Abbiamo registrato l’importante disponibilità all’annullamento delle imposte per l’uso del suolo pubblico del nostro periodo, come quella  di venire incontro alla nostra proposta per un uso reinventato dei parchi pubblici, in un quadro generale di disponibilità all’ascolto in questa situazione difficile. 

L’assemblea è stata ricca di moltissimi altri stimoli, che sintetizzeremo e restituiremo nel più breve tempo possibile. Nel frattempo, il percorso continua, e ci diamo appuntamento per un approfondimento del lavoro dei tavoli venerdì prossimo, 15 maggio, alle ore 21

 

 

RIPARTIAMO DA BAMBINI, BAMBINE, RAGAZZI, RAGAZZE

 

Nel corso dell’emergenza sanitaria i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze sono usciti dal dibattito politico e dall’attenzione generale di pensiero e prospettiva. Il rischio sanitario è ancora alto, ma ciò non può diventare una giustificazione per relegare le giovani generazioni ai margini delle ripartenze. La questione non è SE e QUANDO far ripartire le scuole di ogni ordine e grado e tutti i servizi per l’infanzia (sulle tempistiche ci affidiamo agli esperti), ma COME garantire ai bambini e ai ragazzi il diritto fondamentale di continuare a crescere come persone attraverso esperienze educative e di socializzazione in sicurezza.

Il complesso contesto attuale pone un quesito: vogliamo davvero limitarci a riportare i bambini e i ragazzi a una scuola “dietro ai banchi”?

 

Questa emergenza ha con forza sottolineato nuove e vecchie necessità: di locali sanificati, di attenzione alla salute e alla sicurezza nei luoghi educativi, di numero di alunni per aula compatibile con gli spazi e con un’azione educativa e didattica efficace, di ambienti ridisegnati per educare e per stringere un nuovo rapporto con il fuori, con i territori.

Riavviare il lavoro senza pensare prima e contemporaneamente ai più giovani è una scelta che non ha permesso di “tenere dentro tutte e tutti”, di far sentire che nessuno veniva lasciato indietro. E così l’accudimento dei bambini rimasti a casa ricadrà sulle famiglie che, tra bonus babysitter, congedi parentali e nonni, dovranno operare scelte con il rischio concreto che un genitore resti a casa. Uno dei prevedibili effetti domino? Che il lavoro di cura ricada prevalentemente sulle donne, sacrificando il lavoro e i diritti acquisiti in decenni. È una visione privata dell’educazione, confinata tra le mura di casa, che rischia di accentuare gli effetti delle differenze sociali ed economiche anziché temperarli. L’educazione e la sanità sono beni pubblici che vanno di pari passo e che necessitano un radicale cambio di direzione: ora servono investimenti sostanziosi per affrontare in maniera adeguata l’emergenza e il lungo periodo post-emergenziale che seguirà.

A questo si aggiunge la confusione della Regione Veneto: da un lato spinge per la sostanziale riapertura di nidi e scuole dell’infanzia non statali – senza essersi pronunciata sulla salvaguardia della salute del personale e dei bambini, e dall’altro ipotizza di non voler ripartire con tutte le scuole neppure ai primi di settembre per non danneggiare il turismo, mettendo ancora una volta in secondo piano le esigenze di infanzia e adolescenza rispetto all’economia generale.

È ora che le agende politiche mettano infanzia e adolescenza ai primi posti, con investimenti sostanziali su istruzione, sociale, edilizia scolastica ed educativa, sostenendo professionisti della scuola e del sociale, enti locali, agenzie educative e formative per riaccogliere le giovani generazioni come meritano.

Il Polo della salute di Padova

Il 24 Luglio 2018, la Regione Veneto, il Comune di Padova, l’Azienda Ospedaliera, la Provincia e l’Università degli Studi di Padova hanno siglato l’Accordo per la realizzazione del nuovo Polo della Salute di Padova ( successivamente menzionato primo Accordo) recependo i contenuti dell’Accordo del 21 12 2017 (successivamente menzionato pre – Accordo ) in cui veniva sancita la coesistenza del Nuovo Presidio Ospedaliero di Padova Est – San Lazzaro e dell’Ospedale Cittadino di via Giustiniani entrambi di pari dignità dimensionale”.
§ I posti letto previsti sono 900 per ciascuno dei due Poli: il Polo Giustinianeo come Ospedale della città e il Polo di Padova Est come centro dell’alta specializzazione, della ricerca e della didattica, di interesse regionale, nazionale e internazionale.

  • Nell’ Accordo definitivo firmato il 22 Aprile 2020 il computo dei posti letto ( pl)attribuiti a ciascun Polo, è quello indicato dalle Schede Ospedaliere Regionali 2019 – 2023 che
    prevedono : per Padova Est 933 ( pl ) per il Giustinianeo 719 (pl) di cui 343 per Pediatria.Si dice ( e di questo siamo contenti) che al Giustinianeo verranno ospitati anche i posti letto dello IOV. E’ una voce cha al momento non ha alcun riscontro scritto.
    Bisogna comunque precisare che lo IOV è un Istituto di Ricerca ed è un Ospedale ad alta specializzazione (solo oncologica) i cui compiti non sono ascrivibili a quelli di un ospedale cittadino e per questo i suoi posti – letto non possono essere conteggiati tra i 900 pattuiti.
    Neanche i posti -letto dell’ Ospedale di Comunità (50) che sembra saranno accolti nel Polo Giustinianeo, possono essere computati tra i 900 pattuiti.
    L’Ospedale di Comunità, infatti, è una struttura intermedia tra le cure domiciliari e le cure Ospedaliere, propedeutica al rientro a domicilio di pazienti fragili multiproblematici.
  • Nella programmazione dei due Poli, il Giustinianeo, viene impoverito nei reparti: dell’area medica ( 177 posti ) dell’ area chirurgica (322 posti)e della terapia intensiva ( 68 posti).
    Risulta perciò poco più di un Pronto Soccorso la cui organizzazione peraltro prevede una “pressochè” autonomia funzionale, visto che i pazienti più gravi, una volta stabilizzati
    dovrebbero essere trasferiti a Padova Est. Ipotesi inaccettabile per i gravissimi rischi per la sicurezza del paziente e per i gravi disagi organizzativi.
    E’ necessario ottenere, anche alla luce della attuale pandemia, che il Giustinianeo sia a tutti gli effetti un Ospedale completo al servizio della città, con i posti letto previsti
    dall’ Accordo del 24 Luglio 2108 e tutti i servizi necessari ai bisogni della Città Metropolitana (401.00 abitanti) i cui cittadini di fatto afferiscono ai presidi Ospedalieri di Padova; in primis un P.S. unitario in grado di accogliere e trattare tutte le emergenze.
    Su questo tema il Gruppo Salute oltre all’opera di sensibilizzazione interna portata avanti fino ad ora, ha
  • in data 13 Dicembre 2018, consegnato a mano un documento a Giordani in vista della scadenza del 31 12 2018, termine per la conclusione della fase di concertazione tra le varie parti (Comune, Regione, Azienda, Università). Nel documento venivano illustrate le criticità del progetto elaborato dall’Università sulla riorganizzazione dell’area Giustinianea, in primis
    l’organizzazione dell’area dell’Emergenza – Urgenza.
  • in data 5 Febbraio 2019, comunicato al prof Plebani, allora direttore della scuola di Medicina, la forte contrarietà all’ Organizzazione dell ‘area Emergenza
    • Urgenza su due Poli, come descritto nel documento “ Il Polo della Salute di Padova” . L’incontro è avvenuto a Palazzo Moroni alla presenza del Vice Sindaco
      Lorenzoni.
  • in data 13 Dicembre 2109, consegnato e protocollato le Osservazioni al L’Accordo di Programma sul Nuovo Polo della Salute- Policlinico di Padova, stipulato tra Comune, Regione Veneto, Azienda Ospedaliera di Padova, Università di Padova e Provincia, presentato dalla Conferenza dei Servizi del 28-
    29 Ottobre 2019, sottolineando la “non pari dignità dimensionale” dei due Poli.
  • in data 20 04 2020 inviato per mail una modifica all’Art. 10.1 dell’Accordo di Programma riguardante la programmazione sanitaria attuata attraverso le schede sanitarie. Nella modifica si richiedeva la revisione delle Schede di Programmazione Sanitaria e il loro adeguamento ai bisogni di salute emersi nell’emergenza Covid, conciliando le funzioni di ricerca didattica e cura dell’Università con quelle dell’assistenza del bacino di utenza della Padova metropolitana (401.000 persone) che ha nell’Ospedale Giustinianeo il suo presidio di riferimento.

Documento Approfondito Ospedale 06 05 2020