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Biblioteche, spazi comuni.

La biblioteca è più che un luogo per conservare e consultare i libri. È uno spazio comune, dove la letteratura in senso lato può diventare strumento di socialità, di acquisizione di consapevolezza, di crescita personale e collettiva.

Noi lavoriamo affinché la Biblioteca civica principale, al Centro Altinate, si doti di una emeroteca e di una sezione per bambin* e ragazz* e affinché Padova abbia finalmente una rete di biblioteche di quartiere, accoglienti e ospitali, collegate tra loro e con gli altri istituti simili dell’Università e dei privati.

Patto di Integrità: una proposta per Padova

14 novembre 2019, ore 18-20, Teatro del Barbarigo
(via del Seminario 5a, Padova)

Incontro informativo per attivare un laboratorio di monitoraggio civico.

 

Nel corso di questo incontro alcuni tra i principali soggetti che sponsorizzano percorsi di trasparenza e di collaborazione tra i cittadini e le pubbliche amministrazioni ci parleranno dei Patti di Integrità, uno strumento ideato da Transparency International, ed in corso di sperimentazione ed evoluzione nell’ambito del programma della Commissione Europea “Integrity Pacts – Civic control mechanism for safeguarding Eu funds”.

Il Patto di Integrità è uno strumento che garantisce la trasparenza e la correttezza delle gare d’appalto, contribuisce alla realizzazione di progetti di successo e permette di risparmiare denaro pubblico.

Per esempio: dal 2002 il Comune di Milano ha introdotto i Patti d’Integrità nelle gare di appalto e questo strumento ha rivelato in oltre dieci anni di applicazione la sua efficacia nel prevenire illeciti ed evitare sprechi di risorse pubbliche.

Questi sono alcuni dati relativi al periodo 2002-2014 (fonte: https://www.transparency.it/):

 

 

All’incontro del 14 novembre interverranno a raccontare cosa sono i patti, a cosa servono e come si stanno evolvendo i rappresentati dell’associazione Parliament Watch Italia che, in collaborazione con l’Università di Messina e il Comune di Palermo, stanno sperimentando attività di monitoraggio civico a livello locale costruite intorno all’attivazione di un Patto di Integrità. In video conferenza parteciperà anche il Segretario Generale del Comune di Palermo, Antonio Le Donne, che presenterà il punto di vista della pubblica amministrazione sullo strumento.
Gli intervenuti ci forniranno le informazioni per comprendere la valenza di questo strumento e ci daranno indicazioni sui passaggi organizzativi necessari per l’avvio del progetto nel nostro territorio.

Hanno confermato la partecipazione: Marco Lombardo, Coordinatore Provinciale di Libera Contro le Mafie, un Rappresentante di Cosa Vostra, Lorenzo Segato per Avviso Pubblico. La rete nazionale degli Enti locali antimafia, Assessori e Consiglieri del nostro Comune (Diego Bonavina con delega alla Legalità, Marta Nalin alla Partecipazione, Chiara Gallani al Lavoro, Nicola Rampazzo, Capogruppo in Consiglio Comunale di Coalizione Civica per Padova) ed i Gruppi di Lavoro “Bilancio” e “Lavoro” di CCP.
Contiamo sulla partecipazione di tutti i cittadini interessati

 

 

un Patto di vicinanza per Padova

IL PATTO DI VICINANZA                    

                             

  1. Premessa. La questione sicurezza.

La “questione sicurezza”, che ha percorso in questi anni alterne vicende, sta oggi attraversando una nuova fase di evidente rilevanza, sia nella particolare enfasi dei recenti provvedimenti normativi e del linguaggio politico e mediatico, sia, di riflesso, nella percezione pubblica.  Ma di che insicurezza si tratta? Questa semplice domanda non può che rivelare un’ urgente contraddizione.

Da un lato l’emergere, nel mondo in cui viviamo di crescenti preoccupazioni. Crisi economica, guerre, alterazioni climatiche, inquinamento, catastrofi “naturali”, terrorismo, instabilità politica, corruzione dilagante, per non citare che alcuni aspetti, determinano un clima di inquietudine che altera la nostra quotidianità. In esso si inseriscono i fattori di deterioramento concreto della nostra esistenza: calo del reddito e  crescente depauperamento, precarietà lavorativa e disoccupazione in aumento, crescenti pretese di prestazioni in ambito lavorativo e sociale, incertezza sulle prospettive future, congestione dei ritmi quotidiani e dei contesti metropolitani, degrado del territorio, alterazione e disgregazione, soprattutto, delle relazioni sociali e affettive, con conseguente isolamento, diffidenza, senso di solitudine.

D’altro lato questi disagi e paure vengono canalizzati contro figure emblematiche di soggetti negativi e pericolosi ( Immigrati, tossici, delinquenti, accattoni, marginali e perdenti di  ogni tipo), rappresentati come responsabili delle nostre insicurezze e del peggioramento di vita in corso. perciò oggetto di sfogo degli stessi. Così accade che di fronte a fatti di violenza, a comportamenti anomali e disturbanti, a fenomeni di inciviltà, a  presenze estranee, ai segni del disagio e della povertà, o a fatti delittuosi che ci riguardano direttamente o indirettamente, oggi soprattutto alla rappresentazione enfatizzata dell’invadenza dei flussi migratori, tutto ciò diventa la classica goccia che fa traboccare il vaso; qualcosa di insopportabile, che dà sfogo a tutto il nostro malessere, alle frustrazioni e alle ansie accumulate, contro qualcosa o contro qualcuno. Ma questa reazione, oltre a non affrontare i problemi alla loro radice e nella loro reale natura, e ad aumentare il clima di diffusa aggressività e incomunicabilità, non fa che aggravare la situazione e accrescere le sensazioni negative, secondo un circolo vizioso che non fa che amplificare il clima di disagio, di insicurezza, di isolamento, di disgregazione sociale Solo una piena consapevolezza dei motivi di questo “vivere male”, così come della reale natura e consistenza dei fenomeni di marginalità, può orientare ad atteggiamenti e soluzioni più adeguati.

E’ necessario partire dall’analisi delle cause più profonde e diffuse dei nostri insicurizzanti disagi, quelle che si radicano nel sostrato più profondo dell’organizzazione sociale, nelle deformazioni e nelle inadeguatezze del nostro sistema economico e politico, dove i problemi locali si inquadrano nella crisi globale. Ma soprattutto è necessario rifondare e costruire una nuova idea di sicurezza, costituita sulla conoscenza reciproca, sulla solidarietà, sullo sviluppo di nuove forme di partecipazione e di condivisione, sul rispetto e la fiducia reciproci, sul riconoscimento delle diversità, sulla collaborazione, sul sostegno ai soggetti più deboli, sull’assunzione e la gestione dei problemi comuni, sulla contrattazione verso chi ha il potere di decidere su questioni di interesse comune.

 In questo senso vanno evitate quelle forme di mobilitazione che, alimentando i pregiudizi, i sospetti e il clima di allarme sociale, riducono le istanze di partecipazione al semplice coinvolgimento in forme di vigilanza sul territorio e di denuncia alle FF OO di più o meno evidenti forme di illegalità e di inciviltà, distraendo l’attenzione dalle reali cause dei disagi condivisi e rafforzando i processi di emarginazione e di esclusione dei soggetti più deboli e disagiati.

 

  1. Il “Patto di Vicinanza”

E’ alla luce di questa lettura della realtà e di questo quadro analitico degli aspetti e dei contesti in cui si inquadra la “questione sicurezza” che intendiamo proporre una particolare forma di gestione della stessa, che denominiamo “Patto di Vicinanza”

Esso consiste in un processo di comunicazione e di aggregazione tra soggetti e nuclei che condividono una stessa struttura abitativa, o un’area limitata di territorio ( quartiere, zona, frazione, ecc…) che, acquisendo comune consapevolezza di problemi e disagi condivisi, giunga ad un accordo sulle modalità di gestione e di possibile soluzione degli stessi, all’insegna della collaborazione, dello scambio e della reciprocità.

 

Il patto di vicinanza si pone i seguenti obiettivi:

  • Lo sviluppo di relazioni collaborative e solidali come modalità stabile e acquisita di gestione dei rapporti e dei comportamenti quotidiani nell’area di riferimento, in quando espressione di una cultura condivisa ed aggregante
  • Implemento di partecipazione e solidarietà, sia come comune coinvolgimento nella segnalazione e gestione dei problemi comuni e dei servizi territoriali (istruzione, salute, mobilità, socialità, verde pubblico, tempo libero, ecc…), sia come espressione di solidarietà e di sostegno delle fasce disagiate.
  • Sviluppo di una cultura di reciprocità e mutualità, basata sullo scambio di prestazioni e di favori nella gestione di esigenze quotidiane (es. cura dei bambini e degli anziani, gestione di istanze domestiche, cura degli spazi comuni, ecc…)
  • Apertura a scambi culturali, orientati alla conoscenza reciproca e alla civile convivenza,  sia nella comune condivisione di occasioni informative e formative, sia nel confronto e nella comunicazione tra culture diverse, valorizzandone i rispettivi contenuti e prerogative.
  • Qualificazione delle attività di sussidiarietà nei settori di servizi, di assistenza alle fasce più vulnerabili, di protezione a risanamento ambientale, riferibili alle associazioni, al volontariato, alla pubblica partecipazione e mobilitazione, sia con percorsi formativi, che con forme di coordinamento programmatico e organizzativo.
  • Rilevazione e assunzione delle problematiche reali del territorio (infrastrutture, servizi, ambiente, manutenzione stradale, verde pubblico, marginalità e povertà, eccetera) al fine di attivare sollecitazioni e trattative verso le istituzioni e le autorità competenti.
  • Sviluppo di culture e pratiche di integrazione verso aree di soggetti deboli e di nuovo insediamento, al fine di prevenire pregiudizi e conflitti derivanti da luoghi comuni, così come dalla competizione attorno alla scarsità di mezzi e risorse, o da carenza di interventi pubblici adeguati, così come eventuali forme di devianza.,
  • Partecipazione nella gestione di risorse e servizi, al fine di ottimizzarne la qualità, incentivarne l’accessibilità e l’uso appropriato, prevenendo strumentalizzazioni e pratiche clientelari.

 

  1. Modalità e forme di intervento

  • Conoscenza reciproca tra gli abitanti dell’unità di riferimento (condominio, via, area, quartiere) e trattazione di tematiche condivise, anche con l’aiuto di ricercatori ed esperti
  • Collaborazione e scambio in istanze quotidiane (scambi di favori; assistenza a soggetti deboli; custodia, accompagnamento, assistenza dei bambini; attenzione e sostegno agli anziani, specie se soli;  condivisione delle problematiche giovanili; mobilità condivisa (car share); aiuto in pratiche e procedure istituzionali, ecc…)
  • Banca del tempo, come scambio di unità di tempo equivalenti, per esigenze rispettive e reciproche ( es. se do 10 ore del mio tempo per custodia bambini o assistenza di anziani, ho diritto a fruirne di  altrettante per esigenze simili o per sollievo da incombenze in vista di esigenze personali)
  • Socializzazione di alcuni servizi (lavanderia, stireria, piccola sartoria, piccole riparazioni e manutenzioni, scambio di libri e materiale visivo, cineteca, riciclaggio materiali e oggetti, smaltimento rifiuti)
  • Attenzione a conflitti interpersonali « a rischio» (es. conclamate tensioni familiari, compatibilità di esigenze e comportamenti in orari notturni) e a stati gravi di disagio e di marginalità, al fine di prevenire forme di devianza o esplosioni di violenza.
  • Socialità, incontri, feste, storia locale, scambi culturali, attività artistiche «dal basso» o di strada, sollecitazione della creatività, attività sportive di squadra e individuali, attività ludiche, sportive, turistiche, di hobbistica, di play time,  per tutte le età
  • Accoglienza dei «nuovi arrivati», rilevazione delle esigenze e delle urgenze, attivazione di contatti con le istituzioni competenti.
  • Intervento in situazioni di bisogno estremo e di marginalità, sollecitando le competenze più qualificate e adeguate

 

  1. Strumenti organizzativi.

  • Assemblee di condominio e di quartiere.
  • Consigli o gruppi di coordinamento per unità abitative, con cariche a rotazione
  • Comitati e gruppi di lavoro/intervento mono o pluri-tematici
  • Contatti e presenza nelle strutture partecipative di base ( Consulte territoriali, consigli scolastici, sanitari, assistenziali, consigli comunali, singoli assessorati, ecc…)
  • Sviluppo di ricerche e studi sulle varie problematiche territoriali, consultazione e intervento di esperti.
  • Corsi di formazione per settori di attività
  • Informazioni e aggiornamenti, elaborazione di progetti e programmazione
  • Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica
  • Attivazione di centri e sportelli di ascolto per rilevazione di problematiche e bisogni,  mediazione sociale, assistenza psicologica e relazionale, riduzione del danno, assistenza alle vittime, giustizia di prossimità.

Definizione delle forme più adeguate, coerentemente a questa cornice di sfondo, di rapporto con la polizia municipale e con le varie istanze istituzionali,  nel quadro della definizione/ridefinizione delle rispettive competenze

 

Interrogazione di Loredana de Petris sull’Ospedale Sant’Antonio

Testo della Interrogazione sull’Ospedale S.Antonio della Senatrice De Petris, Atto n.4 – 02308, Pubblicato il 15 Ottobre 2019

 

Ai Ministri della salute, per gli affari regionali e le autonomie e dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Premesso che a quanto risulta all’interrogante:

con deliberazione n. 614 del 14 maggio 2019, pubblicata sul Bur della Regione Veneto n. 55 del 28 maggio 2019, la Giunta regionale del Veneto, in attuazione a quanto previsto dal Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, definito con la legge regionale 28 dicembre 2018, n. 48, ha approvato le schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle aziende Ulss, dell’Azienda ospedale-Università di Padova, dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, dell’Istituto oncologico Veneto – IRCCS, della società partecipata a capitale interamente pubblico “Ospedale Riabilitativo di Alta specializzazione” e degli erogatori ospedalieri privati accreditati, prevedendo il passaggio dell’ospedale S. Antonio dall’Azienda Ulss 6 all’Azienda Ospedale-Università di Padova, che dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2020;

pur restando la programmazione sanitaria una scelta volta a rispondere ad esigenze di razionalizzazione delle strutture e dei servizi ospedalieri, a giudizio dell’interrogante, non appaiono pienamente convincenti le motivazioni che giustificano il passaggio all’azienda ospedaliera – Università (AOPD) dell’Ospedale S. Antonio (OSA), unico presidio ospedaliero dell’ULSS6 -Euganea, da sempre punto di riferimento essenziale per percorsi di riabilitazione, prevenzione e rieducazione socio-sanitaria nell’ottica di continuità assistenziale coi servizi del territorio della città di Padova;
Leggi il resto “Interrogazione di Loredana de Petris sull’Ospedale Sant’Antonio”

In difesa dell’Assistenza Domiciliare Integrata.

Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) 

La Regione, con l’applicazione del DGR 1075/17, sta smantellando il modello organizzativo di Assistenza Domiciliare Integrata che essa stessa aveva implementato per rispondere con appropriatezza ed efficacia ai bisogni di salute delle persone  anziane, fragili o colpite da malattie croniche e spesso inguaribili.

La nuova organizzazione, già sperimentata con gravi disagi nell’alta e bassa Padovana,  prevede di:

  • appaltare il sevizio dei prelievi ematici a domicilio a cooperative esterne, con un inevitabile aumento dei costi ed un peggiore standard qualitativo.
  • togliere la pronta disponibilità notturna infermieristica, che garantisce continuità delle cure e riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso
  • introdurre dei turni di lavoro per gli operatori infermieri, che di fatto impediscono di seguire con continuità il paziente e la famiglia. Questo comporterà inevitabilmente una diminuzione di risultati in termini di educazione sanitaria e il non rispetto dei ritmi di vita dei pazienti e delle loro famiglie.

E’ un passaggio disastroso, che rischia di portare a conseguenze molto pesanti per il benessere di tutta la comunita.

 

Padova 02: la riforestazione urbana

La riforestazione urbana è un’esigenza irrinunciabile in una città come Padova dove lo smog fa registrare picchi preoccupanti. Lo scorso la concentrazione degli inquinanti ha sforato i limiti consentiti un giorno su due e già nel mese di marzo è stato superato il limite annuale indicato dalla legge di giorni con presenza di polveri sottili superiori alla soglia di sicurezza. Non solo, il 2019 ha già fatto registrare numerosi record in negativo: secondo il rapporto “Mal’aria di città 2019” di Legambiente, Padova è al nono posto come sforamenti per quanto riguarda il PM10, con 48 superamenti dei limiti consentiti per legge. Nonostante negli ultimi anni si sia registrata una riduzione delle emissioni di buona parte degli inquinanti atmosferici, la qualità dell’aria del territorio padovano risulta ancora critica (fonte: Report qualità delll’aria 2018).

Per questo sono fondamentali tutte le iniziative in grado di contrastare l’inquinamento atmosferico, come la mobilità sostenibile e le attività ambientali. Il progetto PadovaO2 rientra proprio fra queste e mira a portare diecimila nuovi alberi in città. Quest’ultimi, oltre a regalarci freschezza e benessere, una volta cresciuti cattureranno il PM10 prodotto da 1000 automobili in un anno.

Questa è un’operazione collaborativa. Il Comune ha messo le aree e parte delle risorse. I cittadini possono adottare un albero, contribuendo non solo alle spese di impianto, ma soprattutto a quelle di cura e manutenzione. Qua si può contribuire. 

 

Salutiamo Fulvio

Fulvio, disegno di Claudio Calia

Il 18 settembre 2019 è morto all’improvviso Fulvio Tagliaferri. Fra le molte cose che ha fatto nella sua vita, negli ultimi anni è stato molto attivo in Coalizione Civica, come coordinatore del gruppo Welfare Educativo, membro del Gruppo Territoriale Centro e del Coordinamento Politico e candidato alle elezioni comunali. Lo ricordiamo con questo bel ritratto che ne ha fatto Ivan Grozny Compasso su Padovaoggi, e con le parole con cui lo stesso Fulvio si era presentato alle ultime elezioni:

 

“…Ci siamo! Domenica 11 si vota! Bene! Fuori da ogni retorica, spiego meglio chi sono e perché votarmi. Sono un “giovane” di 43 anni che in una sua precedente incarnazione era meglio noto come “ZIO FULVIO” ed allietava le giornate dei giovani debosciati che al posto di studiare ascoltavano la radio. O magari la ascoltavano studiando, chissà. Dopo un esilio volontario dalla politica durato un 7 anni circa, il tempo pure di far venire al mondo un piccolo adorabile delinquente di nome Tito, in prossimità della caduta dell’innominabile ho cominciato a stalkerizzare pesantemente Roberto Marinello. Il resto è storia. Recente. Padova 2020, Coalizione Civica per Padova, Arturo Lorenzoni…

Perché darmi la tua preferenza? Perché, tra le altre cose, ho messo tutto l’impegno di cui sono capace nella stesura del programma riguardante le politiche educative. Perché credo che la Prima Infanzia debba essere gestita ed amministrata in modo sempre migliore, per venire incontro alle esigenze dei bambini, ma anche del personale educativo spesso bistrattato da contratti a tempo determinato e da continue minacce di possibili tagli ed esternalizzazioni del servizio. Tutto questo deve finire. Come deve finire l’odiosa pratica dell’anzianità di residenza in fase di iscrizione alle scuole comunali, messa in atto dalla giunta leghist-fascistoide uscente e ratificata dalla giunta leghist-fascistoide presente in regione. E come devono essere subito reinseriti a ruolo i mediatori culturali. Il paradosso più divertente è il fatto che io non abbia in alcun modo a che fare con il mondo della scuola, se non per il fatto che mio figlio ne sia utente. 

Come vedi, non ho paura di dire quello che penso. MAI. 

Se vuoi darmi la tua preferenza, farò di tutto per non deluderti. Odio deludere gli altri perché odio deludere me stesso. 

Ringrazio i ragazzi che hanno realizzato il mio video, alla fine del quale non chiedo di votarmi. Lo trovo implicito. Però te lo scrivo.

Vota Coalizione Civica per Padova. Scrivi Tagliaferri”

Festa di Coalizione Civica per Padova – 6/9 settembre 2019

Festa di Coalizione Civica per Padova

Insieme, dal pomeriggio alla notte, con dibattiti, musica, spettacoli.
Ci vediamo in piazza Gasparotto dal 6 al 9 settembre.
Gli ospiti principali: Cecilia Strada, Andrea Pennacchi, Balkan Bazar, Enric Barcena di Barcelona en Comù.
Per l’amministrazione, il Sindaco Sergio Giordani, il Vicesindaco Arturo Lorenzoni, e le Assessore Marta Nalin, Francesca Benciolini e Chiara Gallani.
E ci saranno ottimo cibo, bar, musica e dj set, libri ed altri stand, laboratori per bambini (sabato e domenica) e molte sorprese…
– INGRESSO LIBERO –
Vogliamo discutere assieme alla città di migrazioni (sabato 7 settembre), di clima (domenica 8 settembre), e soprattutto del nostro territorio, dai quartieri (sabato 7) alla città (domenica 8) alla regione (lunedì 9)

 

IL PROGRAMMA DELLA FESTA:

Venerdì’ 6 settembre
17-19 RETE CITTADINA CONTRO IL RAZZISMO E PER L’INCLUSIONE SOCIALE.
19-21 DJ-set
21-23 Concerto dei Balkan Bazar

Sabato 7 settembre
16-18 Quartieri in festa: i Gruppi Territoriali di Coalizione si raccontano
18-19 Patto di Vicinanza: il gruppo legalità propone …
nel pomeriggio: laboratori per bambini: letture e meccanica per bicicletta
19-21 Dibattito sull’immigrazione: Migrare è naturale. Con Cecilia Strada, Sara Akayesu Carucci, Mbarek Elasri, Immanuel Uche e Barbara Maculan. Modera: Ivan Grozny

Domenica 8 settembre
17-19Clima, agricoltura, plastica. Le proposte dei cittadini per andare oltre l’urgenza.” Con Roberto Marinello, Chiara Gallani, una rappresentante di Fridays for Future. Modera: Franco Zecchinato.
nel pomeriggio: laboratori per bambini: letture, giochi e disegni
19-21 DJ-set
21-23Parliamo di Padova“: incontro con Sergio Giordani, Arturo Lorenzoni, Marta Nalin, Chiara Gallani, Francesca Benciolini. Modera: Claudio Malfitano

Lunedì 9 settembre
19-20 Andrea Pennacchi
21-23 “Oltre le città”. Neomunicipalismo e civismo regionale. Incontro con Umberto Curi, filosofo, ed Eric Barcena (Barcelona en Comù). Modera Roberta Polese.
L’incontro sarà  preceduto da una breve introduzione sul percorso regionale proposto da Coalizione Civica con Il Veneto che Vogliamo

Una mozione per lo sviluppo della zona industriale

Durante la scorsa assemblea di Coalizione Civica, è stata discussa e votata una mozione molto importante che tratta del futuro e dello sviluppo della nostra zona industriale. 

La mozione invita i propri aderenti, Consiglieri comunali e Assessori ad operare affinché il Comune, avvalendosi del Consorzio Zip ed eventualmente della collaborazione di un soggetto terzo, avvii un’analisi dell’area della Zona Industriale di Padova finalizzata a individuare occupazione e destinazione d’uso degli immobili, funzioni e servizi per il potenziamento e la crescita del lavoro e delle imprese in un quadro in cui l’Ente Pubblico Consorzio ZIP venga rafforzato per la gestione e il governo della Zona Industriale più grande d’Italia, come previsto dalle Linee Strategiche di mandato 2017 – 2020 dell’Amministrazione comunale e come annunciato nel programma elettorale di Coalizione Civica per Padova.

A questo link trovate il testo completo della mozione, mentre a questo link trovate il video dell’assemblea con tutta la discussione che ha portato all’approvazione della mozione.

LA MOZIONE COMPLETA >> MOZIONE ZIP_9 maggio 2019

Mauro Guerra: un’altra morte da «Ordine Pubblico»

Il Gdl Legalità di Coalizione Civica è lieta di presentare e di invitarvi alle Serate Rassicuranti: un antidoto al clima di spavento e insicurezza creato ad hoc in questo periodo.
Parleremo del caso di Mauro Guerra morto in circostanze ancora tutte da chiarire il 29 luglio 2015 dopo un tentativo di effettuare un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) da parte delle forze dell’ordine.
Le domande sono ancora molte: da dove saltò fuori quella procedura di trattamento obbligatorio sanitario, non firmata dal sindaco e nei confronti di una persona sconosciuta ai servizi psichiatrici di zona? Cosa successe nella mezz’ora che Mauro trascorse nella caserma dei carabinieri? Perché era così necessario inseguirlo e arrestarlo, peraltro senza un mandato? Non c’erano alternative che colpirlo a morte?

Ne parliamo con la mamma Giusy Businaro e la sorella Elena Guerra
Approfondiamo con l’avvocato Emilio Robotti (Avvocati di Strada-Genova) TSO: focus salute o «sicurezza»
Modera l’incontro : Roberta Polese, giornalista
Materiali video a cura di Ivan Grozny Compasso giornalista